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 12 giugno 2008


 

Intervista a padre Gabriele Amorth

 

A cura di Antonio Schiavone

 

 

 

Padre Gabriele Amorth è esorcista nella diocesi di Roma dal 1986 per mandato del cardinale vicario Poletti. Si è formato alla scuola di padre Candido Amantini, che per molti anni è stato il più autorevole esorcista della Scala Santa di Roma, e ha realizzato oltre 40.000 esorcismi. Nel 1990 ha fondato l’Associazione Internazionale degli Esorcisti, di cui è stato Presidente fino al 2000 e per la quale oggi ricopre il ruolo di Presidente onorario. Conduce una seguitissima trasmissione radiofonica legata alla sua attività di esorcista su Radio Maria, con cadenza mensile ogni secondo mercoledì del mese alle ore 18.00, nell’ambito della quale risponde anche alle telefonate degli ascoltatori. L’intervista che segue è stata rilasciata all’autore in forma privata per via telefonica.

 

 

Padre Amorth, che cos’è un esorcismo e cosa rappresenta il diavolo nella società attuale?

 

L’esorcismo è una preghiera per scacciare il demonio o un’influenza malefica da una persona o da una casa o anche da un oggetto o da un animale, ma soprattutto dalle persone. Il diavolo è un angelo creato buono da Dio che si è ribellato a Dio. È diventato demonio e in odio a Dio tenta l’uomo al Male e cerca di dargli tutti i disturbi possibili.

 

 

Cos’è una possessione diabolica e come la si riconosce?

 

Una possessione diabolica si ha quando il demonio investe una persona in maniera da usare le sue membra per i propri scopi, per cui quando parla usa la bocca della persona ma le cose che dice è il demonio che le dice, che le suggerisce, che le fa dire. Una possessione diabolica è molto rara, ma teniamo presente che quando si verifica la persona che ne è colpita è irresponsabile delle cose che dice e che fa.

 

 

Chi autorizza un esorcismo e in quali casi?

 

Un esorcismo lo vede con chiarezza un’esorcista, ossia un sacerdote autorizzato dal suo vescovo a fare esorcismi, previo un colloquio, degli esami e dei comportamenti particolari. Io consiglio anche, seguendo le raccomandazioni del vescovo d’Isernia monsignor Gemma, che la persona riceva prima delle preghiere di guarigione e di liberazione. Ci sono dei sacerdoti che le fanno, ci sono Gruppi di Rinnovamento nello Spirito che le fanno, Gruppi di Rinnovamento Carismatico che le fanno. Da lì, dal comportamento e dagli effetti dopo una serie di preghiere, si decide se è necessario un esorcismo.

 

 

In che cosa è cambiato il Rituale Romano degli Esorcismi a oggi?

 

È cambiato in troppe cose. Io ho preso una posizione di opposizione verso il nuovo Rituale perché volendo fare tutto di nuovo, senza limitarsi a quello che il Consiglio richiedeva ossia di aggiornare anziché di buttare via e fare tutto da capo, sono stati commessi tanti errori. Il nuovo Rituale ha dei gravi difetti perché è stato fatto da persone incompetenti in questa materia, competentissimi in teologia, in Sacra Scrittura, ma non in esorcismi. Le dico solo tre grosse differenze tra il vecchio e il nuovo Rituale:

 

1.  Il vecchio Rituale segnala come comportarsi in caso di maleficio, il nuovo Rituale proibisce in maniera assoluta di fare esorcismi in caso di maleficio. Ora, lei tenga presente che i mali in caso di maleficio, ossia che ci sia una presenza o un’influenza diabolica perché la persona è vittima di un maleficio, sono il 90%. Quindi, con il nuovo Rituale si aboliscono tutti gli esorcismi.

2.  Il nuovo Rituale dice di fare gli esorcismi solo se c’è la certezza delle presenza del demonio. Intanto, questo va contro a quanto afferma il nuovo Catechismo che dice che gli esorcismi si fanno non solo quando c’è la presenza del demonio, ma anche quando ci sono disturbi dati dal demonio. La presenza del demonio è rara. I disturbi dati dal demonio, anche questi non è che siano all’ordine del giorno ma sono assai più frequenti e in questi casi non c’è mai la presenza del demonio. Quindi, c’è una contraddizione col Catechismo ma, soprattutto, è soltanto per mezzo degli esorcismi che si arriva a comprendere se c’è veramente la presenza del demonio.

3.  Nel Rituale Romano del 1614 si insegnava a fare l’interrogatorio al demonio, che è fondamentale. Quando c’è una persona indemoniata è fondamentale l’interrogatorio, chiedere il nome, quanti sono, etc. Il Rituale ci insegnava quali erano le domande che si debbono fare e le domande che non si debbono fare, come le domande di curiosità. Il nuovo Rituale ha completamente abolito l’interrogatorio al demonio, il che è una lacuna imperdonabile perché l’interrogatorio al demonio è di origine evangelica, per cui chi ha abolito l’interrogatorio dimostra non solo di non aver mai fatto esorcismi e di non averne mai letti, ma dimostra anche di non aver mai letto neppure il Vangelo! Quindi, lei vede, ho una visione molto critica riguardo al nuovo Rituale. C’è però una barchetta di salvataggio: qualcuno si è accorto che c’era qualcosa che non andava nel nuovo Rituale, per cui ora è consentito agli esorcisti di fare richiesta al proprio vescovo di usare ancora il vecchio Rituale.

 

 

Quanto tempo può durare un esorcismo?

 

Noi, in genere, li facciamo brevi. Dico noi perché parlo degli allievi di padre Candido, il più grande esorcista morto nel 1992 e per trentasei anni esorcista alla Scala Santa di Roma. Io faccio gli esorcismi insieme a un altro esorcista, mio allievo e di padre Candido, con cui ho una intesa molto grande. In genere, i nostri esorcismi durano da un quarto d’ora a mezz’ora, in alcuni casi durano anche tre ore, tre ore e mezzo, perché l’esorcismo non ha effetto. L’esorcismo è una preghiera di interpretazione, fatta ufficialmente in nome della Chiesa, ma la preghiera diventa efficace solo quando c’è un intervento diretto di Dio. Per cui una liberazione è un vero miracolo, è un intervento straordinario di Dio. Per liberare una persona che abbia una possessione diabolica, normalmente occorrono anni di esorcismo.

 

 

Alla fine di un esorcismo, la persona viene sempre liberata? 

 

No. Alla fine dell’esorcismo, in genere, la persona ha una liberazione momentanea, per cui è allegro, sorridente, non sta male, non si sente quelle molestie, quelle sofferenze che il demonio gli dà, ma questo può durare solo qualche ora, qualche giorno.

 

 

Esiste una liberazione definitiva?

 

Non c’è una maniera definitiva per liberare. Andiamo avanti a esorcizzare, esorcizzare. In genere, non è alla fine di un esorcismo che una persona si libera ma quando, magari, fa una lunga preghiera davanti all’Eucaristia, quando fa un pellegrinaggio in un Santuario. In genere, si liberano così. Ma, quando una persona mi telefona, una persona che io esorcizzo da anni settimanalmente e mi dice di essere “libera”, io dico: “Ringrazia Dio, io non c’ho colpa”.

 


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